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La Via Buhl

La Via Buhl


Molti sentieri, passi e località delle Pale di San Martino devono il loro nome a grandi personaggi dell’alpinismo che per la prima si sono cimentati in ascensioni mai tentate prima, o in alcuni casi, a causa di qualche ‘svista’ da parte dei membri delle cordate, che non si accorsero di aver raggiunto cime o luoghi inesplorati, scendendo a valle nella convinzione di non aver raggiunto la meta.

La Via Buhl, aperta nel settembre del 1950 dall’estroso alpinista tirolese Hermann Buhl e dal compagno Herveg Erwing è una via che risale l’imponente Cima Canali proprio a pochi passi dal Rifugio Pradidali; l’itinerario segue inizialmente la via Simon – Wiessner, e piega poi a sinistra agganciando una fessura che risale l’intero pilastro roccioso, oggi denominato Pilastro Buhl.

La via, di grande soddisfazione, è una tra le più affascinanti delle Dolomiti e certamente la più bella tra quelle aperte dall’alpinista austriaco,e a più di sessant’anni dalla sua apertura risulta tra le più interessanti per gli arrampicatori di tutta Europa.

Hermann Buhl (1924 – 1957), figura leggendaria nel mondo dell’alpinismo viste le imprese memorabili, la forza di resistenza e la tenacia in parete, aprì in solitaria numerose vie sulle Alpi, conquistando per primo senza ossigeno, tra le altre, la vetta del Nanga Parbat (8125 metri) e del Broad Peak (8047 metri), affrontando la salita con equipaggiamenti leggeri, come nelle spedizioni occidentali, introducendo così un nuovo approccio, precursore del cosiddetto stile alpino, lo stile di ascensione alpinistica che non prevede l’uso di ossigeno, portatori, campi base o corde fisse.