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Testimoni di Montagna: i primi fotografi delle Pale

Testimoni di Montagna: i primi fotografi delle Pale


Con l’avvento della fotografia all’inizio dell’Ottocento, già dalla seconda metà del secolo furono molti gli amatori e i borghesi  che cominciarono a dedicarsi alla documentazione fotografica dei vari gruppi montuosi italiani, europei e americani.

Le Alpi suscitarono immediatamente grande interesse da parte dei fotografi e gli appassionati di tutta Europa, che cominciarono a partecipare alle ascensioni e alle esplorazioni muniti dei loro strumenti, approfittando delle spedizioni e delle guide per trasportare in alta quota il loro materiale, visitare luoghi inesplorati e fornendo in cambio agli alpinisti documenti e immagini straordinarie in alta quota mai viste prima.

Uno tra i primi professionisti trentini a dedicarsi alla fotografia di montagna fu Giovanni Battista Unterveger, che dopo aver aperto uno studio fotografico a Trento, cominciò nel 1862 a viaggiare per il Trentino su una carrozza attrezzata con una camera oscure, immortalando paesaggi e vedute di tutta la regione. Ben presto anche i soci della neonata SAT, la Società degli Alpinisti Tridentini, si interessarono dell’impresa di Unterveger e decisero di promuoverne l’operato, permettendogli di scattare e realizzare ben 1400 tavole, paesaggi da cartolina dei paesi del Primiero con la catena delle Pale sullo sfondo, immagini poi commercializzate nel 1882 nel famoso album Vedute del Trentino.

Le prime fotografie d’alta quota nelle Pale di San Martino si deve invece al barone tedesco Theodor von Wundt, che dal 188o intraprese una serie di tour sulle Alpi, partecipando a svariate ascensioni sulle Dolomiti e sui Tatra nei Carpazi, documentando ogni esperienza col mezzo fotografico, riunendo poi le immagini in volumi monografici in cui le immagini corredano descrizioni dettagliate .

Pioniere dell’alpinismo invernale, uomo dal fisico robusto e di tempra straordinaria, Wundt giunse in Primiero a metà degli anni Ottanta dell’Ottocento, e seguì di buon passo Michele Bettega e le altre guide locali nelle principali ascensioni del Gruppo, con scalate anche di media ed elevata difficoltà, documentando la salita in modo sistematico: il risultato è Die Besteigung des Cimone della Pala, volume monografico dedicato alla salita del massiccio del Cimone, una raccolta di immagini incredibili di picchi e guglie, in cui la figura dell’uomo non è più protagonista ma solo comparsa, una piccola unità di misura da comparare alla magnificenza della roccia e delle sue architetture.

Il testo di Wundt costituisce una pietra miliare della letteratura alpina, e al barone tedesco, precursore delle pubblicazioni del genere che ebbe larga fortuna negli anni successivi, dobbiamo il grande merito di aver fatto conoscere il Gruppo delle Pale a fine Ottocento, grazie alla fama raggiunta dalle sue pubblicazioni a livello europeo e mondiale.